L’ortodonzia si occupa dello studio e correzione della posizione anomala di uno o più elementi dentali.
La pratica ortodontica consiste sostanzialmente in due tipi di terapia che molto spesso sono consequenziali:
- Terapia chirurgica: estrazione dei denti che ostacolano l’allineamento e l’articolazione degli altri o la corretta posizione dento-facciale.
- Terapia meccanica: applicazione di apparecchi che potremo suddividere in:
- Apparecchi attivi: agiscono direttamente con la loro forza quando viene attivata (es. apparecchi con viti, archi, molle ecc.)
- Apparecchi passivi: sfruttano le forze masticatorie (es. placca vestibolare, piano inclinato, ecc.)
L’ortodonzia invisibile, è un insieme di tecniche utilizzate per riallineare i denti con dispositivi non visibili. Il paziente che necessita di un trattamento ortodontico spesso prova imbarazzo legato ai problemi estetici e funzionali degli attacchi posizionati sulla superficie esterna dei denti.
Una di queste tecniche prevede l’utilizzo di mascherine trasparenti Invisalign, chiamate allineatori, che sono “invisibili” perché l’interlocutore non riesce a vederle a “distanza sociale” . Inoltre, questo tipo di allineatori sono facilmente rimuovibili per mangiare e lavarsi i denti. Ogni mascherina viene utilizzata per 15 giorni e, millimetro dopo millimetro, i denti si riallineano, creando sorrisi regolari.
Oltre al riallineamento dei denti, l’ortodonzia serve per curare le malocclusioni che sono legate a un rapporto atipico trai denti dell’arcata superiore e quelli dell’arcata inferiore.
Vediamone alcuni esempi:
- Progenismo mandibolare: si ha quando la mandibola sporge più avanti rispetto alla mascella. Molto spesso causaq dolori a livello dell’articolazione temporo-mandibolare e problemi di masticazione e fonazione.
- Crossbite: si verifica quando, a bocca chiusa, i denti inferiori sono esterni rispetto a quelli superiori. Questa conformazione condiziona la funzione masticatoria, obbligando mandibola e muscoli a una postura scorretta causando dolore.
- Morso aperto: gli incisivi superiori non entrano in contatto con quelli superiori nel momento in cui la bocca è chiusa. Il morso aperto è legato solitamente ad abitudini viziate, come succhiare il dito o usare il ciuccio oltre i tre anni o l’interposizione delle labbra tra i denti anteriori. Questo provoca anche la “respirazione orale”, una condizione in cui il soggetto respira con la bocca, causando problemi a livello sistemico.
- Morso profondo: si riscontra quando, a bocca chiusa, i denti dell’arcata superiore coprono eccessivamente quelli dell’arcata inferiore. Soggetti che hanno un morso profondo possono avere difficoltà a pronunciare alcune parole, a respirare e a masticare. In alcuni casi i denti possono danneggiare gengive e palato.
- Overjet aumentato: si verifica quando c’è una distanza maggiore del normale tra il margine incisale (quello che si usa per addentare) degli incisivi superiori e quello degli incisivi inferiori. In questo caso gli incisivi superiori, essendo molto sporgenti, sono esposti ad un maggior rischio di frattura in caso di trauma





